La Cripta della Madonna di Coelimanna

La cripta della Beata Vergine di Coelimanna è riconducibile al tardo XIII secolo, periodo a cui sono databili i più antichi affreschi murali. È una delle poche cripte non ipogee della provincia di Lecce, scavata nel banco tufaceo della serra di Supersano.

L’ambiente, a pianta rettangolare di circa 7,5 × 15 metri, è diviso da due pilastri che sorreggono un arco e conserva due altari, uno originario e uno barocco con un affresco della Madonna di tradizione bizantina. Il primo vano custodisce il ciclo iconografico più antico, duecentesco, con le raffigurazioni di San Giovanni Battista, San Nicola di Myra, il Cristo in trono, i Santi Andrea e Michele, Santo Stefano e la Madonna della Misericordia; il secondo vano conserva dipinti più tardi, tra XVI e inizio XVIII secolo, tra cui un San Lorenzo.

Il nome Coelimanna deriva dalla manna che nel basso Medioevo si estraeva dal Fraxinus ornus (orniello), specie arborea ancora presente nella zona.

La chiesa era una tappa di un antico percorso di pellegrinaggio — la “via misteriosa” — che attraversava il territorio toccando anche la chiesa del casale di Sombrino, come documentato nella sezione del museo dedicata all’età normanna e medievale. Nel museo, due pannelli sono dedicati alla cripta: la celebrazione della liturgia, ricostruita graficamente con papas e fedeli, e il ciclo degli affreschi.

Come arrivare: accesso dal Cimitero Comunale, S.P. 174.

Fonte: Comune di Supersano