Inaugurato il 21 dicembre 2011

Il Museo del Bosco

Un viaggio dalla preistoria all’età moderna nel cuore del Salento, ospitato nello storico Castello Manfredi di Supersano.

Il Museo

Aperto al pubblico nel 2011, il MUBO – Museo del Bosco di Supersano – nasce dall’esigenza di valorizzare un particolare ecosistema del territorio salentino, attestato storicamente dall’età romana fino agli inizi del secolo scorso: il Bosco di Belvedere.

Il Museo è insediato nell’antico Castello Manfredi, oggi sede municipale e offre un iter espositivo che si snoda attraverso sette sale, un bookshop e la torre medievale. Al piano terra, due sale illustrano le caratteristiche del Bosco; nelle cinque sale del piano superiore è narrata la vicenda dello stanziamento umano in quest’area, dal Paleolitico all’era moderna.

Il carattere didattico e divulgativo dell’allestimento si avvale di un’attenta ricostruzione ambientale, archeologica e storica assicurata dalla direzione scientifica del Prof. Paul Arthur.

2005 Istituzione del Museo
7 Sale espositive
XIIsec. Origine del Castello

Il Territorio

Frequentato sin dal Paleolitico superiore, il territorio di Supersano conserva tracce abitative del Neolitico in località Falconiera. All’età arcaica (VI–V sec. a.C.) risalgono resti di capanne in località Scorpo. Nuclei abitativi rurali di età ellenistica sono stati rinvenuti a Falconiera e Specchia Torricella.

In età bizantina, il villaggio scoperto dal Prof. Arthur in località Scorpo attesta l’autosufficienza economica della piccola comunità contadina locale. Con l’arrivo dei Normanni nell’XI secolo e la costituzione del Principato di Taranto, il feudo di Supersano entra nelle grandi dinamiche feudali del Mezzogiorno medievale.

Paleolitico sup.

Prime frequentazioni del territorio.

Neolitico

Tracce abitative in loc. Falconiera.

VI–V sec. a.C.

Capanne arcaiche in loc. Scorpo.

Età ellenistica

Nuclei rurali a Falconiera e Specchia Torricella.

Età romana–biz.

Villaggio autosufficiente in loc. Scorpo.

XI sec. (Normanni)

Feudo di Supersano nel Principato di Taranto.

Il Castello Manfredi

Come osservò il De Giorgi, il Castello «come mutò spesso di padroni, così cambiò di forma».

XII sec.

La Torre Normanna

Il primo nucleo è la torre medievale normanna, edificio isolato a pianta quadrata posto a salvaguardia dell’abitato. Le prime fortificazioni in pietra iniziarono con semplici torri quadrate che spesso formano il nucleo dei castelli più tardi.

XV sec.

Il Castello degli Orsini del Balzo

Dopo che Supersano passò a Raimondo Orsini del Balzo, il fortilizio fu ampliato in un castello a pianta quadrata, con fossato e quattro torri angolari. Di queste rimane solo la torre nord-est.

1530

La Contea d’Ugento sotto Carlo V

Carlo V ordina una stima dei beni della contea d’Ugento: Supersano è censita come «Tierra», centro difeso da mura e castello con struttura urbanistica regolare lungo l’asse nord-sud.

1918–1934

L’Onorevole Manfredi

Il Cav. Francesco Manfredi acquista il castello nel 1918, lo amplia come fabbrica per la lavorazione del tabacco e nel 1934 ne cura l’ultimo rifacimento. Alla sua morte il figlio Giuseppe ne restaura un’ala ad uso abitativo.

1984

Il Ritorno alla Comunità

Il 20 settembre 1984 l’Amministrazione Comunale acquista il Castello dall’ultima erede, Maria Manfredi, avviandone il graduale recupero e restituendogli la dignità di cuore del centro abitato.

La Torre Medievale

La torre medievale, inglobata nell’attuale Castello Manfredi, è una piccola costruzione grosso modo quadrangolare posta nell’angolo sud-orientale del grande mastio. L’edificio, oggi a due piani, fu concepito come struttura autonoma e reca finestre strombate su tutti e quattro i lati dell’ambiente a piano terra.

È probabilmente la prima opera di difesa del borgo di Supersano, eretta dai Normanni nel XII secolo. Gli scavi durante il restauro hanno portato alla luce un piano interrato, in origine usato come magazzino, pavimentato con basoli di pietra calcarea.

I tre livelli originari erano divisi da piani in legno collegati da scale a pioli; oggi sono raccordati da una scala a chiocciola aggiunta in un momento successivo.

L’accesso alla torre avviene tramite il Bookshop, all’ingresso del Museo.

Torre medievale normanna del Castello Manfredi, Supersano

La Storia del Museo

Dalla ricerca scientifica all’inaugurazione: le tappe che hanno portato alla nascita del MUBO.

1999

I primi scavi in Località Scorpo

Il Dipartimento di Beni Culturali e la Soprintendenza Archeologica della Puglia conducono scavi in Località Scorpo, rinvenendo testimonianze dell’età epigravettiana e altomedievale, pubblicate su Archeologia Medievale.

2004

Le ricerche dell’Università di Lecce

Le indagini proseguono con l’Università di Lecce, che ipotizza la presenza di un villaggio altomedievale grazie a rilevanti ritrovamenti ceramici.

2005

L’istituzione del Museo

Con Delibera del Consiglio Comunale n. 10 del 18 maggio 2005 nasce ufficialmente il Museo del Bosco di Supersano.

2007–2013

Il restauro del Castello Manfredi

Il castello viene restaurato e adeguato a sede museale con i fondi del PO FESR 2007–2013 (Asse IV, Linea 4.2) e del PIS n. 14, per un importo di € 600.000.

2011

L’inaugurazione

Il 21 dicembre 2011 il museo viene inaugurato alla presenza del Sindaco Roberto De Vitis, del Presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone, del Rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia, del Soprintendente Antonio De Siena e del Coordinatore Scientifico Paul Arthur.

La Direzione Scientifica

Direzione Scientifica Prof. Paul Arthur Università del Salento
Coordinamento Generale Dott.ssa Brunella Bruno
Esecuzione Allestimento Dott. Marco Leo Imperiale
Consulenza Geologica Dott. Gianluca Selleri

Gestione e Finanziamenti

Il museo è stato realizzato nell’ambito del PIS n. 14 «Turismo, Cultura e Ambiente nel Territorio del Sud Salento» (D.G.R. n. 1628 del 30/11/2004), con un investimento complessivo di € 900.000 per il recupero e l’allestimento del Castello Manfredi. Il progetto ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Lecce, Brindisi e Taranto.

La struttura è gestita direttamente dal Comune di Supersano, garantendo accessibilità, presidio e supporto a tutti i visitatori.

Accessibilità

Il MUBO è impegnato in un progetto di promozione digitale e abbattimento delle barriere fisiche e cognitive. Il percorso di visita è affiancato da strumenti pensati per ogni tipologia di utenza.

  • App mobile (Android e iOS) con itinerari consigliati per le diverse tipologie di utenza
  • QR code sulle opere esposte, con contenuti in audio e testo
  • Tutte le informazioni disponibili in italiano e inglese
  • Lettura vocale dei testi descrittivi e contenuti consultabili offline
  • Integrazione con la rete di informazione turistica della provincia di Lecce

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